<> BREVE STORIA DI UNA RIVISTA DI LUCA ROSI

Standard

Luca Rosi aveva scritto una breve storia della rivista, dietro mia richiesta per il mio blog. Questo è il testo integrale, in occasione dei quarantanni dell’attività della rivista.

Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

MicrosoftInternetExplorer4

st1\:*{behavior:url(#ieooui) }

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-priority:99;
mso-style-qformat:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin-top:0cm;
mso-para-margin-right:0cm;
mso-para-margin-bottom:10.0pt;
mso-para-margin-left:0cm;
line-height:115%;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:11.0pt;
font-family:”Calibri”,”sans-serif”;
mso-ascii-font-family:Calibri;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-hansi-font-family:Calibri;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;}

«COLLETTIVO R»: BREVE STORIA  DI  UNA RIVISTA

di Luca Rosi

«Collettivo R» nasce nel 1970 su idea di Franco Manescalchi e con il coinvolgimento di Ubaldo Bardi e di Luca Rosi, che da allora ne è il direttore responsabile. La rivista si colloca all’interno del movimento politico e culturale dell’underground, producendo i propri materiali al ciclostile. Proponeva una poesia “impegnata” inserita nel vasto movimento di contestazione e di rinnovamento della società italiana. La R della testata voleva e vuole significare: R come Resistenza, intesa come identificazione ideale nella Resistenza antifascista; R come Rivoluzione, in quanto l’impegno politico, sindacale e culturale mirava e mira a un radicale cambiamento dell’assetto globale del Paese, e non solo; R come Ricerca, in quanto nessuna rivoluzione può mai essere tale se non è alimentata da spirito democratico di ricerca e di evoluzione progressiva verso forme sempre più avanzate di libertà, giustizia sociale, uguaglianza e democrazia sostanziale.

Oltre a testi poetici, si pubblicano testi di prosa, di teatro, di critica militante, nonché dibattiti sul ruolo delle riviste culturali e sull’esoeditoria. Accanto ai fascicoli ciclostilati, nasce la prima serie dei Quaderni con testi poetici di Franco Manescalchi, Silvano Guarducci, José Agustín Goytisolo, Ida Vallerugo, Mauro Falzoni e Paolo Albani.

Negli anni Ottanta, rinnovata anche nella veste grafica (non più ciclostilata), la rivista amplia il suo panorama di proposte culturali, poetiche e politiche pubblicando molti poeti latinoamericani accanto a poeti italiani, giovani e meno giovani, e a poeti di svariate provenienze da quella spagnola a quella mediorientale. Contemporaneamente cresce la collana dei Quaderni con la nuova serie che affianca testi di narrativa ai testi poetici, oltre a L’utopia consumata, antologia dei materiali pubblicati sulla rivista dal 1970 al 1980. Di questa nuova serie ricordiamo oltre a Manescalchi, Guarducci e Albani, i poeti: Isabella Milanese, Filippo Nibbi, Luca Rosi, Carla Mazzarello, Giancarlo Viviani, Rosa Maria Fusco, ecc., nonché i narratori Ubaldo Bardi e Mario Materassi.

La rivista si arricchisce di opere grafiche di artisti quali Manfredi Lombardi, Piero Tredici, Fernando Farulli, Sirio Midollini, Romano Lucacchini, Roberto Ciabani, Paolo Tassi, e tanti altri.

Parallelamente alle pubblicazioni, la rivista impegna molte energie in iniziative poetico-politiche e di solidarietà internazionale mediante recital e performances di poesie e canzoni. Vale la pena ricordare due incontri presso la Casa della Cultura a Firenze: quello con il popolo palestinese e la sua cultura (12/1982) e quello con il popolo del Nicaragua (6/1984) al quale partecipò il grande poeta e sacerdote nicaraguense Ernesto Cardenal.

Dopo un periodo di crisi e di riflessione sui propri percorsi e obbiettivi, e anche in seguito ai cambiamenti avvenuti nella redazione, Luca Rosi, Paolo Tassi e Franco Varano fondano l’Associazione culturale «Atahualpa» che potenzierà l’impegno di «Collettivo R» sul fronte della cultura latinoamericana e amerindiana, oltre a incrementare il lavoro di ricerca poetica, artistica e politica, confrontandosi con le problematiche che emergono dalla globalizzazione. Dal maggio 1994 la rivista ne diventa l’organo ufficiale e nascono nuovi Quaderni denominati Quaderni di «Collettivo R / Atahualpa». Escono raccolte poetiche di Ilario Principe, Roberto Vantaggiato, Biancastella Croce, Antonino Contiliano; testi di narrativa di Mario Fiorani, Lorella Rotondi, Roberto Nistri e uno di critica letteraria di Antonino Libertini. In questi anni si pubblicano molti autori latinoamericani: Edda Piaggio, Márgara Russotto, Yolanda Pantin, Carlos Henderson, Rosina Valcárcel, Ana María Gazzolo, Edith Lagos, Marco Martos, Ernesto Cardenal, Giovanni Quessep, Armando Romero, Pablo Cassi, Ximena Rojas, Sebastián Seves Santibáñez, Daniel Calabrese, Lourdes Espínola; i narratori José Balza, Pablo Cassi, Abraham Valdelomar, Rafael Courtoisie e Héctor Tierno, nonché alcuni poeti amerindiani: José Luis Ayala, Humberto Ak’abal ed Elicura Chihuailaf Nahuelpan.

Dal 2003 al 2006 la rivista non esce, causa difficoltà economiche sempre più marcate, ma l’attività della redazione non cessa e si dedica principalmente al lavoro culturale e politico di «Atahualpa» collaborando con il Centro di Orientamento e Iniziative America Latina del Circolo Vie Nuove di Firenze.

Quando riprende le pubblicazioni, la rivista dà vita a una nuova serie cambiando la testata in «Collettivo R / Atahualpa». E dal dicembre 2007 si avvale anche della collaborazione del Centro Studi Jorge Eielson, fondato a Firenze da Martha Canfield, la quale entra a far parte della direzione editoriale, assieme ad Antonella Ciabatti e Mario Materassi che, con Luca Rosi, Paolo Tassi e Franco Varano costituiscono, ancora oggi, la direzione editoriale.

Tutto ciò ha permesso il rilancio delle pubblicazioni, ha infoltito le presenze latinoamericane: Eugenio Montejo, Ricardo Feierson, Silvia Lafuente, Antonio Dal Masetto, Jorge Eduardo Eielson, Leonel Lienlaf, Roxana Miranda Rupailaf, Rayen Kvyeh, Fina García Marruz, Cintio Vitier, Julio Girona, Blanca Wiethüchter, Anna Milazzo; e quelle della grafica con Miguel Fabruccini, Julio Girona, José Lezama Lima, Jorge Eduardo Eielson, Manfredi Lombardi, Malipiero, Giacomo Cuttone e Paolo Tassi.

La quarantennale attività della rivista è stata documentata dalla Mostra 1970-2010. Un progetto lungo 40 anni che si è tenuta presso la Biblioteca Marucelliana di Firenze dal 10/11 al 3/12/2010.

 

Firenze, 20 febbraio 2010

 

Luca Rosi

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...